Se c'è un edificio che vale il titolo di simbolo di Olbia, è la Basilica di San Simplicio. Non per dimensioni o magnificenza, ma per anzianità e per carattere: è il monumento più antico della città e quello in cui la Gallura si riconosce di più.
Una chiesa fatta con la pietra di qui
La basilica è un edificio romanico costruito in granito, la roccia che in Gallura affiora ovunque: la stessa che modella le coste, che spunta nei campi e che per secoli è stata il materiale da costruzione più ovvio e più economico a disposizione. Il risultato è una chiesa dal colore caldo e dalla superficie ruvida, che cambia tono con la luce della giornata.
L'impianto è essenziale: volumi netti, poche aperture, nessun apparato decorativo appariscente. È il romanico come lo si trova in Sardegna, più asciutto e meno narrativo di quello continentale.
Il patrono e la festa
San Simplicio è il patrono di Olbia, e la basilica è il centro della festa che ogni anno, a metà maggio, coinvolge tutta la città. Sono giorni in cui Olbia cambia faccia: processioni, momenti civili e un'affluenza che si sente ovunque, anche nelle vie del centro.
Chi capita in città in quel periodo si trova davanti alla versione più partecipata della vita locale. Chi arriva in altri mesi trova invece una chiesa tranquilla, perfetta per una sosta di mezz'ora durante la passeggiata in centro.
Come arrivarci dalla struttura
Da Domo Ulleri la basilica si raggiunge a piedi in pochi minuti: è il monumento del quartiere, non una tappa da programmare. È uno di quei casi in cui l'auto non solo non serve, ma peggiora l'esperienza: la chiesa si apprezza arrivandoci piano, vedendola spuntare fra le case.
Una delle nostre ospiti, in una recensione, l'ha definita la must seen church del quartiere. È una sintesi onesta: non si viene a Olbia per la basilica, ma sarebbe strano stare a Olbia e non vederla.
Il granito, materiale e identità
Per capire davvero la basilica conviene guardare la pietra prima dell'architettura. Il granito è il materiale costitutivo della Gallura: affiora sulle coste modellato dal vento, spunta nei campi dell'interno, forma le cime del Monte Limbara e per secoli è stato l'unico materiale da costruzione realmente disponibile in quantità.
Questo spiega l'aspetto di San Simplicio, e insieme quello dei centri storici dell'entroterra come Tempio Pausania: edifici che non hanno bisogno di intonaco né di rivestimento, perché la pietra è già la superficie finita. È un'estetica che nasce da un vincolo, e proprio per questo è coerente.
Una sosta breve, in una passeggiata più lunga
La visita alla basilica richiede poco: mezz'ora basta per vederla con calma. Funziona meglio se inserita dentro una passeggiata più ampia nel centro, magari di prima mattina, quando le vie sono ancora tranquille e la luce bassa mette in evidenza la grana della pietra.
È spesso la tappa più comoda con cui iniziare: si esce dalla struttura, si cammina pochi minuti e ci si arriva senza aver preso nessun mezzo.
Da abbinare
La visita si combina naturalmente con la passeggiata nel centro città, che è a due passi, oppure con una delle mete archeologiche appena fuori: il pozzo sacro di Sa Testa e la tomba dei giganti di Su Mont'e s'Abe raccontano la stessa terra in un'epoca molto più antica.
Messe insieme, sono mezza giornata che rimette Olbia in prospettiva: non un punto di transito, ma un posto abitato da qualche migliaio di anni.
La base per il vostro soggiorno in Gallura — Domo Ulleri
Quattro camere, tutte con bagno privato, a 280 metri dalla stazione ferroviaria di Olbia, 4 minuti a piedi: il centro si raggiunge camminando e le spiagge del golfo sono a una ventina di minuti.