Olbia ha la fama ingrata di essere solo una porta d'ingresso: si atterra, si sbarca, si prende l'auto e si scappa verso la Costa Smeralda. È un peccato, perché la città regge benissimo due giorni pieni, e li regge in un modo che alla Gallura più famosa manca: a piedi, senza parcheggi, senza pianificazione.
Il vantaggio di alloggiare a Domo Ulleri, a 280 metri dalla stazione ferroviaria (4 minuti a piedi), è proprio questo: il primo giorno di questo itinerario non richiede di salire in auto nemmeno una volta.
Giorno 1, mattina: il centro a passo lento
Si comincia camminando verso il centro. Le vie principali si attraversano in pochi minuti e sono il posto in cui Olbia si mostra per quello che è davvero: una città di provincia viva, con i negozi aperti, i bar pieni la mattina e poca teatralità turistica. Non c'è una tappa obbligatoria in questa prima passeggiata: l'idea è prendere le misure, capire dove sono le cose, scegliere il bar in cui si tornerà anche domani.
Il riferimento naturale è la Basilica di San Simplicio, il monumento più antico della città. Si raggiunge in pochi minuti a piedi dalla struttura, che sta nello stesso quartiere, ed è un edificio romanico costruito con il granito della Gallura: pietra locale, volumi essenziali, nessun eccesso decorativo. Vale la pena arrivarci senza fretta, magari allungando per le vie laterali.
Giorno 1, pomeriggio: il golfo
Il pomeriggio è il momento del mare, ma senza spostarsi troppo. Il golfo di Olbia è una lunga insenatura riparata, e la sagoma che lo chiude a est è sempre la stessa: l'isola di Tavolara, un blocco calcareo che sembra appoggiato sull'acqua e che diventa, molto presto, il punto di riferimento visivo di qualunque foto.
Chi ha l'auto può scendere verso le spiagge del golfo, a una ventina di minuti. Chi non ce l'ha può usare i bus che in stagione collegano la città alle spiagge: la fermata principale è comoda rispetto alla struttura, e questo risolve la giornata senza noleggi.
Giorno 2, mattina: l'archeologia alle porte della città
Il secondo giorno si esce dal centro, ma di poco. Attorno a Olbia c'è una concentrazione di archeologia nuragica che sorprende chi arriva pensando solo al mare: la tomba dei giganti di Su Mont'e s'Abe, a pochi minuti d'auto, e il pozzo sacro di Sa Testa, un pozzo d'età nuragica scavato nella roccia con una scala che scende verso l'acqua.
Sono visite brevi, mezz'ora o un'ora ciascuna, ma cambiano la percezione del territorio: questa costa era abitata e organizzata molto prima che qualcuno inventasse la parola vacanza.
Giorno 2, pomeriggio: scegliete voi
L'ultimo mezzo pomeriggio si può spendere in due modi opposti, e nessuno dei due è sbagliato. Il primo: risalire verso nord, in direzione Costa Smeralda, e vedere con i propri occhi perché quelle baie sono diventate un'icona. Il secondo: restare in città, tornare nelle vie del centro, sedersi e non fare nulla.
Chi sceglie il secondo di solito ha capito la Gallura meglio di chi sceglie il primo.
Dove mangiare, senza cercare a caso
La domanda che arriva puntuale alla seconda sera è sempre la stessa: dove si mangia bene. Il nostro host dà agli ospiti tre indirizzi che conosce direttamente — il Mariturismo da Filiberto, il Ristorante Barbagia e la Pizzeria Vesuvio — e sono un buon punto di partenza proprio perché sono pochi e scelti, non una lista compilata per riempire una pagina.
Il consiglio pratico che vale sempre, a Olbia come altrove in Gallura, è di verificare orari e disponibilità prima di presentarsi: in alta stagione i tavoli si esauriscono, in bassa stagione capita che un locale abbia il giorno di chiusura infrasettimanale. Una telefonata risolve entrambi i casi.
Il ritmo giusto di una giornata
C'è un errore che quasi tutti commettono al primo viaggio in Gallura d'estate: provare a fare tutto nelle ore centrali. Non funziona. Il ritmo che seguono i locali — e che funziona anche per chi è in vacanza — prevede mare o visite la mattina presto, una pausa lunga nel primo pomeriggio e la città la sera, quando la temperatura cala e le vie si riempiono.
Organizzare le due giornate in questo modo cambia la percezione del viaggio: si vedono le stesse cose, ma senza la sensazione di averle rincorse. E avere una base in città, a pochi minuti a piedi dal centro, rende la pausa pomeridiana una cosa reale e non un'idea teorica.
Un itinerario da smontare
Non serve seguire quest'ordine alla lettera. Chi arriva in traghetto nel primo pomeriggio può invertire le giornate; chi ha i bambini piccoli può ridurre l'archeologia e allungare il mare. L'unica regola che conta davvero è quella di partenza: una base centrale accorcia tutto il resto. Da Domo Ulleri il centro è una passeggiata, la stazione è a 280 metri, 4 minuti a piedi, e le fermate dei bus per le spiagge sono a portata di piede.
Due giorni non esauriscono la Gallura, e nessuna guida onesta lo promette. Bastano però a togliersi l'idea che Olbia sia solo un molo d'imbarco.
La base per il vostro soggiorno in Gallura — Domo Ulleri
Quattro camere, tutte con bagno privato, a 280 metri dalla stazione ferroviaria di Olbia, 4 minuti a piedi: il centro si raggiunge camminando e le spiagge del golfo sono a una ventina di minuti.