Esiste una Gallura che non compare nelle fotografie delle agenzie di viaggio, e comincia appena ci si allontana dalla costa. È fatta di granito, di boschi e di temperature più basse, e il suo punto più alto è il massiccio del Monte Limbara.
Un'altra montagna
Il Limbara domina l'entroterra gallurese ed è un massiccio granitico: rocce arrotondate, guglie, blocchi accatastati che sembrano messi lì da qualcuno. La vegetazione cambia con la quota, passando dalla macchia mediterranea ai boschi.
Salendo, la differenza più evidente è la temperatura. In luglio e agosto, quando la costa è ferma nell'afa, in quota si respira: non è un dettaglio, è spesso il motivo principale per cui si decide di salire.
Il bosco delle sequoie
Nella zona di Vallicciola, sul massiccio, si trova una suggestiva oasi naturalistica in cui crescono imponenti sequoie. È un paesaggio inaspettato per chi è arrivato in Sardegna pensando al mare: alberi altissimi, ombra fitta, silenzio.
È una meta ideale per escursioni nel verde, passeggiate all'ombra e picnic all'aria aperta. Non si va per collezionare tappe: si va per camminare piano.
Tempio Pausania
Ai piedi del massiccio c'è Tempio Pausania, la città di granito dell'entroterra gallurese. Vale una sosta nello stesso viaggio: il centro storico è costruito con la stessa pietra della montagna, ed è il posto giusto per capire il rapporto fra questa terra e il suo materiale.
È anche la città del carnevale gallurese, uno dei più noti dell'isola, che si tiene ogni anno nel periodo di carnevale.
Quando andarci
La primavera è probabilmente il periodo migliore: la vegetazione è al massimo e le temperature sono ideali per camminare. L'estate funziona benissimo come fuga dal caldo della costa. L'autunno ha i colori migliori.
L'inverno è per chi non ha paura del freddo: in quota, sul Limbara, può fare decisamente freddo, e occasionalmente nevicare.
Per chi cammina, infine, una raccomandazione che vale ovunque in montagna ma qui in modo particolare: restare sui percorsi segnati. Il sottobosco è fitto, il terreno granitico è irregolare e in alcune zone la copertura telefonica è assente. Non è un ambiente pericoloso, ma non è nemmeno un parco urbano.
Come si guida da queste parti
Le strade che salgono verso il Limbara sono quelle tipiche dell'interno gallurese: strette, con curve strette e visibilità limitata, spesso senza protezioni laterali. Non sono difficili, ma richiedono attenzione e tempi più lunghi di quelli stimati dai navigatori.
Conviene anche partire con il serbatoio pieno e non contare su una copertura telefonica continua: in quota il segnale può mancare del tutto. Sono accorgimenti banali che rendono la giornata più tranquilla.
Un'escursione che chiude il cerchio
Per chi passa una settimana sulla costa, la giornata sul Limbara è quella che rimette tutto in prospettiva. Dalla quota si capisce la geografia della Gallura: il massiccio granitico al centro, i rilievi che degradano verso il mare, il golfo di Olbia in lontananza e Tavolara a chiudere l'orizzonte.
È anche il modo più efficace per smontare l'idea che la Sardegna sia solo una costa. L'isola è grande, montuosa e molto più varia di quanto suggeriscano le fotografie delle agenzie: il Limbara, a poco più di un'ora dal mare, lo dimostra in mezza giornata.
Da Olbia
Il viaggio richiede circa un'ora e un quarto, su strade che nell'ultimo tratto diventano strette e tortuose. È una gita che si fa comodamente in giornata avendo una base in città.
Ed è, per chi passa una settimana al mare, il modo migliore per ricordarsi che la Gallura non è solo una costa.
La base per il vostro soggiorno in Gallura — Domo Ulleri
Quattro camere, tutte con bagno privato, a 280 metri dalla stazione ferroviaria di Olbia, 4 minuti a piedi: il centro si raggiunge camminando e le spiagge del golfo sono a una ventina di minuti.